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Strategie opzioni e trading: ecco importanti info

Le migliori strategie in opzioni – Con questo articolo CONTINUIAMO una importante mini rubrica su Opzioni, Strategie e Trading:

Puntata precedente a questo link: https://www.optiontraders.it/le-migliori-strategie-in-opzioni-trading-vincente/

Strategie opzioni e trading: ecco importanti info

What strategy, when and how!

Usiamo questa locuzione non per particolare esterofilia, ma perché questa frase ci colpì moltissimo, in occasione di un nostro viaggio in America, a Chicago, quando incontrammo uno dei nostri punti di riferimento d’oltreoceano con i quali siamo in costante contatto per quanto riguarda il trading in opzioni.

Fu una giornata speciale, perché visitammo con lui i pit del CBOE e non si trattò di una delle solite visite guidate che lo stesso CBOE organizza per comitive più o meno nutrite, ma fu una visita davvero unica e del tutto informale, con Charles (il nostro mentore) che ci fece da cicerone, presentandoci tanti operatori dei pit (all’epoca c’erano ancora dei mercati “alle grida”), ivi incluso alcuni dei nomi che poi avremmo incontrato in seguito in manifestazioni ufficiale, fiere, etc.

In quella mattinata, il discorso cadde più volte sulle strategie, quelle vincenti, quelle perdenti, quelle migliori, quelle peggiori.

Charles, che aveva formato tanti di quei market maker e operatori che ci andava via via presentando, davanti alle nostri insistenti domande circa le strategie che valeva la pena imparare, quelle vincenti, quelle “segrete”, etc. etc. non smetteva di sorridere, sornione.

All’epoca, anche noi, come molti di voi, eravamo sicuri che ci fosse qualche ricetta segreta, qualche magico ingrediente, noto solo a pochi eletti.

Eravamo convinti, in altre parole, che i professionisti conoscessero qualcosa a noi preclusa e che quel “qualcosa” fosse qualche sorta di strategia dal nome esoterico e dai contenuti complicati.

Parlandone con Charles e con quelli che ai nostri occhi erano dei veri e propri mostri sacri del trading in opzioni, alla fine sentimmo da uno di loro la fatidica frase che dà il titolo a questo paragrafo.

In sostanza, Charles e tanti dei suoi amici e sodali ci stavano dicendo che, invece di cercare chissà quale Sacro Graal dell’options trading, era molto più efficace focalizzarsi sulle strategie considerate di base, sforzandosi di conoscerle nei più reconditi dettagli, al fine di utilizzarle al meglio.

Così, da quella mattinata di discussioni con Charles e i suoi amici dei pit, emerse molto chiara una considerazione: il vero “segreto” dei professionisti (e usiamo la parola “segreto” tra virgolette non a caso), il vero segreto, dicevamo, è proprio la modalità con la quale si scelgono le strategie (what strategy) in relazione alle condizioni di mercato (when), specie per quanto riguarda la volatilità del mercato.

Sin qui, il concetto potrebbe risultare anche abbastanza elementare, specie per il trader in opzioni con un minimo di esperienza.

Alla fine, il punto è che qualsiasi strategia ha una sua natura e delle sue caratteristiche peculiari che ne rendono più o meno consigliabile l’utilizzo, a seconda di quanto sia volatile il mercato.

Prendi, per esempio, i wingspread, gli spread con le ali, come li chiamano nei pit, ossia butterfly, condor, albatros, etc. In generale, sono tutte strategie che costano poco in condizioni di alta volatilità e, viceversa, aumentano di prezzo in condizioni di bassa volatilità.

Anche solo a livello intuitivo, il motivo non è difficile da comprendere. I cosiddetti wingspread hanno la caratteristica di avere un’area di profitto a scadenza precisamente delimitata; in altre parole, o il sottostante a scadenza si posiziona entro quell’area, o la strategia va in perdita.

Bene, sicuramente potrai convenire che, in un mercato volatile in cui il sottostante può muoversi anche di parecchio e in tempi piuttosto rapidi, il costo di una strategia che guadagna solo in un range predefinito sarà piuttosto basso, proprio perché è più bassa che un sottostante volatile si vada a posizionare nell’area di profitto della strategia.

Al contrario, quando il sottostante è calmo e pacioso, diventa meno difficile (o meno improbabile) riuscire ad “azzeccare” il range in cui si potrà muovere il sottostante, per cui strategie come le butterfly o i condor tendono ad avere costi più alti.

Questo tipo di analisi sono sicuramente preziose ma non sono sufficienti.

Il motivo?

Dai uno sguardo al titolo: What strategy, when and how. Sin qui abbiamo toccato (forse sarebbe più giusto dire “abbiamo appena sfiorato”) le componenti “what” e “when”.

Manca l’how. Ma cos’è l’how, ti starai sicuramente chiedendo.

Beh, l’how potremmo dire è davvero il punto centrale, e nei prossimi appuntamenti con questa serie dedicata alle “Migliori Strategie in Opzioni”, passeremo un po’ di tempo a parlarti del “COME”.

LA PROSSIMA PUNTATA….SCOPRIREMO IL COME…

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Le migliori strategie in opzioni (Trading vincente)

Dite la verità, quante volte avete sentito parlare l’esperto di turno delle “migliori strategie in opzioni”?

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