Opzioni, Call e Put: Titoli e televisori, gioie e dolori

La prima parte di questo articolo la trovate nell’articolo precedente nel nostro blog. Dopo averla letta potete ora leggere questa seconda parte.

Opzioni, Call e Put_ Titoli e televisori, gioie e dolori
Opzioni, Call e Put_ Titoli e televisori, gioie e dolori

Bene, lasciamoci alle spalle il nostro 80 pollici e torniamo ai mercati finanziari, dove – come vedrai – le assicurazioni e i diritti di vendita sono un tantino più trasparenti.

Stavolta, ci mettiamo in prospettiva ribassista, ma il processo è lo stesso che seguimmo quando parlammo della call, il diritto di acquisto.

Allora, ci aspettavamo rialzi per il titolo Coca Cola (KO), ricordi? Invece di comprare direttamente il titolo, comprammo una CALL su KO, un diritto di acquisto.

Adesso, invece, ci aspettiamo un periodo di magra per un altro titolo, Apple in particolare. Grazie ai nostri studi tecnici o fondamentali, siamo arrivati alla conclusione che per la Mela si prospettano tempi bui e quindi ci aspettiamo corsi calanti per l’azione, il cui ticker è AAPL.

Il trader tradizionale venderebbe le sue azioni AAPL in portafoglio o, se non le ha, venderebbe allo scoperto un pacchetto di azioni di Cupertino.

Se non ti fosse chiaro, vendere allo scoperto significa vendere qualcosa (nel nostro esempio i titoli Apple) che non si possiede, puntando ad un ribasso del valore che ci permetterà di riacquistarlo in seguito.

A molti questa pratica risulta ostica e non facciamo fatica a capirlo. In fin dei conti, come si fa a vendere qualcosa che non si possiede?

Il dubbio è legittimo e la soluzione sta nel fatto che è il nostro broker che gentilmente ci presta i titoli che vogliamo vendere allo scoperto.

Un esempio chiarirà il concetto, prima di addentrarci nel diritto di vendita rappresentato dalla PUT.

All’inizio del 2022, il nostro amico trader decide di vendere allo scoperto Apple che in quel momento quota 180$ ad azione. Non avendo i titoli, nel momento in cui decide di vendere, il broker glieli mette a disposizione, ovviamente a fronte di una commissione.

Con i titoli presi in prestito dal broker, il trader entra dunque in una posizione “corta”, vendendo 100 azioni AAPL a 180 e ricevendo 18.000$ che vengono accreditati sul suo conto.

Questo importo viene “bloccato”, per garantire la solvibilità, ossia la capacità di ricomprare le azioni vendute allo scoperto. In aggiunta, il broker bloccherà un ulteriore 50% (9.000$) a maggior garanzia.

Questo è il cosiddetto margine iniziale. Per semplicità, tralasciamo le considerazioni relative al margine di mantenimento che dipende dai movimenti e dalla “qualità” del titolo (sulle blue chip il margine è di solito ridotto, rispetto a quello richiesto su titoli sottili e quindi più difficili da vendere allo scoperto).

Vediamo un po’, nella figura seguente, la storia di questa operazione.

Beh, non c’è che dire. Un’operazione da vero master trader (loro la definiscono “chirurgica”).

In precedenza, abbiamo beccato il rialzo di KO – Coca Cola. Ora, con quella che i grandi trader italici chiamano “precisione millimetrica”, abbiamo centrato un bel ribasso di AAPL – Apple.

Certo, l’abbiamo fatto con i grafici dispiegati, il che ha reso le cose un tantino più semplici, ma qui lo facciamo solo a fini didattici e non per impressionarti e venderti il nostro corsetto su oscillatori, candelame giapponese, etc. etc.

Tra l’altro, come vedrai se avrai la bontà di seguirci in questi blog, se usi le opzioni, centrare “millimetricamente” la direzione del mercato è un onanismo che puoi tranquillamente lasciare al master trader italico.

Come al solito, è il momento dei conteggi.

Abbiamo venduto a 180, ricomprato 162$, fanno 18 dollari di profitto in circa 20 giorni (1.800$ in totale), ossia il 10% rispetto al prezzo di vendita iniziale. Se i 1.800$ di profitto li raffrontiamo ai 4.500 di margine che ha bloccato il broker, il profitto in % si raddoppia.

Anche in questo caso ci poniamo la domanda fatidica: “si poteva fare di meglio del nostro amico trader?”

Noi proveremo a farlo con le opzioni.

Puntare ad un ribasso di Apple, in sostanza, vuol dire bloccare il prezzo attuale, per assicurarci il diritto di poter vendere le azioni a 180$ l’una, se e solo se il prezzo di AAPL scenderà, in linea con le nostre previsioni.

Beh, non c’è che dire. Un’operazione da vero master trader (loro la definiscono “chirurgica”).

In precedenza, abbiamo beccato il rialzo di KO – Coca Cola. Ora, con quella che i grandi trader italici chiamano “precisione millimetrica”, abbiamo centrato un bel ribasso di AAPL – Apple.

Certo, l’abbiamo fatto con i grafici dispiegati, il che ha reso le cose un tantino più semplici, ma qui lo facciamo solo a fini didattici e non per impressionarti e venderti il nostro corsetto su oscillatori, candelame giapponese, etc. etc.

Tra l’altro, come vedrai se avrai la bontà di seguirci in questi blog, se usi le opzioni, centrare “millimetricamente” la direzione del mercato è un onanismo che puoi tranquillamente lasciare al master trader italico.

Come al solito, è il momento dei conteggi.

Abbiamo venduto a 180, ricomprato 162$, fanno 18 dollari di profitto in circa 20 giorni (1.800$ in totale), ossia il 10% rispetto al prezzo di vendita iniziale. Se i 1.800$ di profitto li raffrontiamo ai 4.500 di margine che ha bloccato il broker, il profitto in % si raddoppia.

Anche in questo caso ci poniamo la domanda fatidica: “si poteva fare di meglio del nostro amico trader?”

Noi proveremo a farlo con le opzioni.

Puntare ad un ribasso di Apple, in sostanza, vuol dire bloccare il prezzo attuale, per assicurarci il diritto di poter vendere le azioni a 180$ l’una, se e solo se il prezzo di AAPL scenderà, in linea con le nostre previsioni.

Beh, non c’è che dire. Un’operazione da vero master trader (loro la definiscono “chirurgica”).

In precedenza, abbiamo beccato il rialzo di KO – Coca Cola. Ora, con quella che i grandi trader italici chiamano “precisione millimetrica”, abbiamo centrato un bel ribasso di AAPL – Apple.

Certo, l’abbiamo fatto con i grafici dispiegati, il che ha reso le cose un tantino più semplici, ma qui lo facciamo solo a fini didattici e non per impressionarti e venderti il nostro corsetto su oscillatori, candelame giapponese, etc. etc.

Tra l’altro, come vedrai se avrai la bontà di seguirci in questi blog, se usi le opzioni, centrare “millimetricamente” la direzione del mercato è un onanismo che puoi tranquillamente lasciare al master trader italico.

Come al solito, è il momento dei conteggi.

Abbiamo venduto a 180, ricomprato 162$, fanno 18 dollari di profitto in circa 20 giorni (1.800$ in totale), ossia il 10% rispetto al prezzo di vendita iniziale. Se i 1.800$ di profitto li raffrontiamo ai 4.500 di margine che ha bloccato il broker, il profitto in % si raddoppia.

Anche in questo caso ci poniamo la domanda fatidica: “si poteva fare di meglio del nostro amico trader?”

Noi proveremo a farlo con le opzioni.

Puntare ad un ribasso di Apple, in sostanza, vuol dire bloccare il prezzo attuale, per assicurarci il diritto di poter vendere le azioni a 180$ l’una, se e solo se il prezzo di AAPL scenderà, in linea con le nostre previsioni.

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